2 ottobre h 21.00
Teatro del Lavoro - via Chiappero 12 - ingresso 5 euro
reConvert
"Amoeba" lavoro site-specific per 2 performer (2018-20) di Fernando Manassero in collaborazione con reConvert
- Premiere of the extended version -
 
Amoeba si presenta come una struttura pulsante, fittamente popolata da comunità di microrganismi audiovisivi, che si diffonde attraverso lo spazio della sala. Camminando attraverso questa struttura il pubblico si immerge nelle “micro-drammaturgie” di effimeri gesti che si sovrappongono, fuoriescono, si respingono o si fondono tra di loro, creando una complessa polifonia in continua evoluzione nei piccoli dettagli. In questo modo i partecipanti diventano “ricettori dinamici” che regolano la loro esperienza individuale raccogliendo i dettagli della totalità data. Il pezzo è l’ambiente multi modale nel quale il pubblico, lo spazio, le immagini, i suoni elettronici ed i materiali concreti sono stati fusi in una singola unità. Riguarda la meticolosa osservazione di semplici movimenti, zoomando sulle complessità di un organismo vivente.
reConvert (Lorenzo Colombo e Roberto Maqueda) nasce come una naturale estensione del repertorio per percussioni degli ultimi 70 anni, per diventare un marchio d’identità che rifiuta le definizioni generiche e punta sul continuo lavoro tra artisti differenti interrogandosi sui dogmi dell’Accademia.
 

2 ottobre h 22.30
Circolo Sociale - via Duomo 1 - ingresso 5 euro

FRANCESCO PLATONI

Stefano Scodanibbio "Alisei" "Due Pezzi Brillanti" "N’Roll" per contrabbasso solo

Stefano Pierini "Ultravox I" per contrabbasso ed elettronica

Stefano Scodanibbio (1956-2012) oltre a distinguersi come straordinario contrabbassista, interprete eccellente di musica classica, contemporanea e avanguardia jazz ha lasciato in eredità un fitto repertorio per tutti i futuri strumentisti, arricchendo il repertorio contemporaneo della musica solista e quella per ensemble di contrabbassi.
 
Ultravox I di Stefano Pierini fa parte di un ciclo di composizioni per strumento solo ed elettronica le cui parti sono tutte contraddistinte dal fatto di essere dedicate ad uno specifico esponente della cultura del nostro tempo. Nel caso di ULTRAVOX I si tratta della voce di Antonin Artaud e, in maniera più specifica, della registrazione del suo ultimo lavoro ‘Pour en finir avec le judgement de dieu’.
Primo contrabbasso dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI dal 2019, Francesco Platoni, svolge accanto all’attività sinfonica anche un’intensa attività cameristica e solistica. Nato nel 1989 a Perugia, studia contrabbasso con Daniele Roccato e Stefano Scodanibbio. Nel 2011 si diploma con lode e menzione di merito presso il Conservatorio di Musica “F.Morlacchi” di Perugia e nello stesso anno si laurea in ingegneria elettronica con votazione 110 e lode su 110 ricevendo un premio quale miglior laureato del dipartimento di Ingegneria Elettronica. Vincitore del primo premio al Concorso “Valentino Bucchi” (2011), del terzo premio al Concorso Internazionale BASS2010 Berlin, Categoria Youth e del terzo premio della Solo Competition organizzata nel 2013 dalla Società internazionale del Contrabbasso di Rochester, è stato ospite della London Philharmonic Orchestra, BBC Symphony Orchestra (Londra), Orchestra del Teatro Alla Scala (Milano), Filarmonica del Teatro Alla Scala (Milano),
Orchestra della Svizzera Italiana (Lugano).

 
3 ottobre h 16.00
Teatro del Lavoro - via Chiappero 12 - ingresso libero
 
TALK
 
Oltre i confini, nuovi approcci all'ascolto
conversazione con José Manuel Serrano direttore artistico del Distat Terra Festival (Choele Choel, Argentina) e Enrico Malatesta cofondatore di MU (Cesena, Italia)
 
Fabrizio Modonese Palumbo
NUOVA MUSICA, Necessità e creazione di un network informale e indipendente nell'ambito delle espressioni musicali e artistiche legate ai linguaggi del contemporaneo
 
Nuntempe Ensamble
Presentazione del progetto di registrazione prodotto da Musica in Prossimià:

José Serrano (Argentina) "Everything's dead but the tree" (2017) per quartetto di chitarre, Alvarez (Colombia) Quartetto nº3 (2018) per quartetto di chitarre, Diego Taranto (Argentina) "Surco" (2015) per quartetto di chitarre

3 ottobre h 19.00
Teatro del Lavoro - via Chiappero 12 - ingresso 5 euro
 
ALMARE
All Signs Point to Rome, Diane


Nell’iconica serie televisiva Twin Peaks (1991), l’agente Dale Cooper registra di continuo, tramite dittafono portatile, brevi messaggi vocali indirizzati alla sua assistente Diane. Cooper si riferisce a una persona invisibile, un alter-ego ricorrente, attivato dal registratore, chiuso nel pugno della mano.
La pratica dell’auto-registrarsi si lega inevitabilmente alla possibilità di un monitoraggio delle proprie azioni, eseguite nell’intimità, a prescindere da una diffusione futura. Un play-back, emissione a ritroso, dove la voce di chi si registra viene espulsa e riarticolata, smembrata dall’emittente per farsi traccia. 

L'evoluzione delle tecnologie e dei media e quindi il rapporto tra tecnica, memoria e auto rappresentazione, sono prospettive che inevitabilmente si intrecciano in questo oggetto-gesto estetico, più o meno volontario, quale è la registrazione della propria voce.
Al termine di una performance-lecture legata a diverse manifestazioni della vocalità auto-osservata, auto-ascoltata, auto- immagazzinata, il progetto si evolve in un audio-racconto fantascientifico: in un eventuale futuro in cui l'idea di poter estrarre suoni impressi nella materia non è più un'idea peregrina ma realtà scientifica, una giovane ricercatrice viaggia verso Baku, alla ricerca di reperti che rechino frammenti di Sinfonia delle Sirene di Arseny Avraamov, maestosamente eseguita nella città sul Mar Caspio nel 1922.

 
 
3 ottobre h 21.00
Sala Italo Tajo - via San Giuseppe - ingresso 5 euro
 
ENRICO MALATESTA

Occam Ocean – Occam XXVI

di Éliane Radigue

Enrico Malatesta – percussioni

Éliane Radigue, compositrice francese. Tra gli anni cinquanta e sessanta entra in contatto con i compositori elettroacustici della Radiodiffusion-Télévision Française componendo il suo primo materiale, ispirato alla musica concreta che verrà raccolto su Jouet Electronique ed Elemental I, usciti nel 1967 e nel 1968. Il seguente Usral del 1969 cambia direzione stilistica avvicinandosi in modo significativo alla musica minimalista. Nel 1970 si trasferisce a New York e incide il suo primo materiale per sintetizzatore: uno strumento musicale che, da questo momento, prediligerà nelle sue composizioni. In seguito all'uscita di Adnos (1974), presentato al Festival d'automne parigino, si trasferisce nella capitale francese frequentando il Centro di Studi Tibetani. In seguito a quest'esperienza, i suoi brani hanno risentito l'influenza del pensiero buddista quali il karma e la meditazione. A partire dai primi anni del nuovo millennio, si è dedicata alla composizione di brani acustici tra cui il ciclo per strumenti solisti Occam Ocean.
"....Credo che anche i suoni abbiano la loro personalità e questa dà il senso del tempo che è loro necessario. Ci sono suoni che hanno bisogno di tempo per raccontare la loro
storia. Ce ne sono altri che sono un po’ più vivi, veloci. Cerco di rispettare il tempo dei suoni...”(Eliane Radigue)
Enrico Malatesta
Percussionista attivo in ambiti sperimentali di ricerca posti tra, musica, performance e intervento site-specific; la sua pratica esplora le relazioni tra suono, spazio e movimento con particolare attenzione alle modalità di ascolto, alle affordances degli strumenti e al poliritmo, inteso come definizione di informazioni multiple attraverso un approccio ecologico e sostenibile all’atto percussivo.
3 ottobre h 22.30
Teatro del Lavoro - via Chiappero 12 - ingresso 5 euro
SATOYAMA
Satoyama, formato nel 2013, unisce 4 musicisti che profondamente influenzati dal jazz nord europeo, dalla contemporanea e dall'elettronica, provano a combinare tutte le rispettive influenze in una musica "di confine".

Il loro terzo album "Magic Forest", pubblicato dall'etichetta italiana Auand Records e inspirato da temi ambientali, è stato premiato come uno dei 100 migliori dischi del 2019 dal giornale JAZZIT. Nello stesso anno hanno iniziato una fruttuosa collaborazione con Fano Jazz Network, portandoli a vincere il bando "Per Chi Crea" promosso e finanziato da SIAE e Mibact. Il progetto vincente, "Build a Forest", nasce dall'esigenza di far convivere la musica con l'interesse per l'ecologia e li ha portati , a marzo 2020, in un tour a zero emissioni di CO2 da Mosca a Vladivostok attraverso la trans-siberiana.

Hanno suonato in numerosi festival, tra cui: Ivrea (Open Papyrus Jazz Festival), Torino (Torino Jazz Festival e Narrazioni Jazz), Novara (Novara Jazz Festival), Pianfiorito Jazz, Milano (JAZZMI), Fano (Fano Jazz by the Sea), Roma (Sinapsi Fest), Treviso (Sile Jazz), JAZZIT Fest, Rotterdam (North Sea Round Town Festival) e in svariati club in Italia, Svezia, Danimarca, Germania, Francia, Svizzera, Slovenia, Slovacchia, Austria, Russia.

Luca Benedetto: tromba & elettronica
Christian Russano: chitarra & elettronica
Marco Bellafiore: contrabbasso & elettronica
Gabriele Luttino: batteria, percussioni e elettronica
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Il concerto del Quartetto Maurice è posticipato a data da destinarsi per problemi di salute
QUARTETTO MAURICE
Beat Furrer Quartetto n. 1 per quartetto d'archi
Zeno Baldi "Ruggine" per quartetto d'archi ed elettronica
Mauro Lanza "The 1987 Max Headroom Broadcast Incident" per quartetto d'archi ed elettronica
 
Il programma vede il Quartetto Maurice impegnato su due fronti. Da un lato il fronte acustico prevede un lavoro del 1984 di Beat Furrer, ispirato al libro Nadja del surrealista André Breton del 1928. Dall'altro invece due brani del repertorio per quartetto ed elettronica, due lavori di grande impatto sonoro: il primo più legato al contesto minimal-elettronico; ironico e surreale nelle sue sonorità il secondo.
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